3.9 Vinos del Norte de Italia

3.9 I Vini del Nord Italia

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El vino italiano es el resultado de una tradición milenaria, de territorios diversos y de una extraordinaria variedad de uvas.

Desde el Piamonte hasta la Toscana, desde el Véneto hasta el Trentino, cada región expresa su identidad a través de técnicas, estilos y sabores únicos: desde grandes vinos tintos de guarda hasta vinos blancos y espumosos frescos y conviviales.

Un patrimonio cultural y enológico que convierte a Italia en uno de los principales productores de vino del mundo.

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Script – I Vini del Nord Italia

Benvenuti ad una nuova puntata di Italia 360 gradi di Europass. Sono Maurizio Faggi, e oggi parte un nuovo viaggio alla scoperta dei migliori prodotti gastronomici italiani. In realtà oggi partiremo per un viaggio lungo tutta l’Italia, non per mangiare, ma per bere e non berremo acqua. Nonostante l’Italia sia la più grande consumatrice d’acqua d’Europa, berremo vino in questo viaggio.

Sono già preoccupato, perché è veramente un super argomento questo. Cosa sia il vino, lo sapete tutti. Tecnicamente possiamo definirla una bevanda alcolica, data dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nel succo di uva. Ma sapete bene che non basta questo per fare un buon vino. Molti sono i processi per la realizzazione del vino e sono tutti importanti, a partire dalla qualità del vigneto, dal tipo di terreno nel quale la vite cresce, dall’annata, dalla fermentazione, dall’invecchiamento e da tanta sapienza.

Come vedete, è un processo molto complesso, che necessita di tanta esperienza e competenza. La nascita del vino sembra antichissima, forse già nel neolitico tra 8000 e 3500 anni fa, si produceva e beveva vino nelle regioni dove la temperatura permetteva la crescita della vite, ovvero la pianta che dà origine all’uva e conseguentemente al vino.

Si dice che le prime forme di vino siano nate in Georgia. Ma anche l’Italia è un luogo ideale per la produzione. Trovandosi in mezzo al Mediterraneo, aveva una temperatura perfetta per la crescita della vite e la produzione di vino. Pensate che gli antichi greci chiamavano il Sud Italia, Enotria, ovvero terra del vino.

Da Enos, vino in greco. Dunque. Potete immaginare quanto sia antica la tradizione vinicola in Italia. Infatti, ancora oggi l’Italia, con quasi 55 milioni di ettolitri, è il più grande produttore al mondo di vino. Prima ancora della Francia. Questo anche perché il territorio italiano, ricco di colline, è perfetto per la coltivazione della vite e la produzione di uva da vino.

Infatti pensate che in Italia ci siano più di 200 varietà di viti da vino, che possono dare vini dai gusti più diversi. Veramente un paradiso per gli amanti di questa bevanda. Ma da dove cominciare a parlare del vino italiano? Forse possiamo iniziare dividendo i vini in due grandi categorie, vini rossi e bianchi.

È vero che esistono anche molti vini rosé, ma è un fenomeno piuttosto recente dell’enologia italiana. E questi vini non sono veramente parte della tradizione del nostro paese. Potremo poi dividere i vini tra quelli fermi e quelli frizzanti, e anche tra vini secchi e quelli dolci. Dunque, partiamo dai vini rossi, che sono veramente l’orgoglio dell’Italia.

I vini rossi più famosi sono quelli che vengono dal Piemonte e dalla Toscana, che sono considerate le regioni più vocate a questo genere di vino. Anche se si trovano meravigliosi vini rossi anche nel Sud Italia. Ma la Toscana e il Piemonte hanno cominciato molto precocemente, a creare delle regole di qualità nella produzione dei vini.

Controllando che la vinificazione dei vini rossi prodotti nella regione del Chianti in Toscana e nella regione del Barolo in Piemonte, seguissero degli standard che garantissero la qualità del prodotto. Per questo, in queste due regioni, nasce una cultura, una tradizione di qualità prima di altre regioni italiane.

Un prestigio che ancora oggi fa di queste due regioni le regine del vino in Italia. Il Barolo nasce nel diciannovesimo secolo, nella regione piemontese detta delle Langhe, attorno ai paesi di Barolo e Alba, in provincia di Cuneo. Il territorio, con le sue colline, è perfetto per la coltivazione del vitigno nebbiolo, che è un tipo di uva che costituisce il 100% del vino Barolo.

Il Barolo poi deve essere invecchiato per un minimo di 38 mesi, dei quali almeno 18 in botti di legno. Il Barolo è un vino sontuoso e importante, per accompagnare robusti piatti di carne e la saporita cucina piemontese. Ma in Piemonte si possono trovare altri vini rossi di grande prestigio, come il Barbera, che prende il nome dall’omonimo vitigno.

Uno dei vini più apprezzati in Italia è il Roero, anche questo è un ricco vino rosso del centro della regione. In Piemonte esistono anche dei vini bianchi frizzanti, come lo spumante Asti, un particolare vino spumante naturalmente dolce, fatto con uva moscata bianca, conosciuto già nel Medioevo. Perfetto per accompagnare dei dessert raffinati.

Nelle province di Alessandria e Asti si produce anche un raro vino rosso frizzante, dolce, molto popolare, il brachetto. Anche questo è adatto per essere bevuto con dei dessert. L’altra regione famosa per i suoi vini, soprattutto rossi, è la Toscana. Già nel sedicesimo secolo la famiglia Medici, che governava la regione, stabilì i confini della regione geografica del Chianti, tra Firenze e Siena, ed elaborò una sorta di disciplinare che stabiliva delle regole di qualità per la produzione del vino nella regione del Chianti.

Praticamente i Medici, quattro secoli fa, creano quelle garanzie che oggi sono alla base dei consorzi di qualità moderni. Non a caso il Chianti Classico è il più antico consorzio vinicolo d’Italia. Oggi il Chianti Classico può essere prodotto solo nella regione tra Firenze e Siena, con una percentuale dall’ottanta al cento per cento di uve del vitigno Sangiovese, tipico della Toscana, e può essere messo in vendita solo dal 01/10 dell’anno successivo alla vendemmia.

Esistono altre zone della Toscana che possono fare un vino chiamato Chianti, come Chianti Colli Fiorentini, Chianti Rufina o Chianti Colli Senesi. Ma il vero Chianti è quello chiamato Chianti Classico Gallo Nero, che infatti ha come simbolo il profilo di un gallo di colore nero. Il Chianti Classico è un vino importante dal gusto deciso, che si accompagna soprattutto alle carni rosse e ai saporiti salumi toscani. In realtà il vino toscano più prestigioso è il Brunello di Montalcino, che è un vino rosso prodotto in una piccola area intorno al delizioso paese di Montalcino, in provincia di Siena. Anche il Brunello è un vino antico di tradizione medievale. È fatto con il 100% di uva Sangiovese.

Deve invecchiare almeno cinque anni in botti di legno di rovere, ed avere un tasso di alcol di almeno il 12,5%. È un vino pregiato che può invecchiare molti anni. Le bottiglie di riserva, infatti, possono avere dei costi veramente proibitivi. Ma in Toscana si può trovare anche un famoso vino bianco molto apprezzato, la vernaccia di San Gimignano.

Fatto da uva vernaccia che si produce solo nel comune di San Gimignano, famosissimo borgo medievale famoso per le sue torri. Anche questo è un vino antico, già apprezzato da Lorenzo il Magnifico dei Medici. Ed è uno dei rari vini bianchi adatti all’invecchiamento. Ma la Toscana è anche famosa per aver sperimentato nuovi tipi di vino lontano dalla tradizione regionale e italiana.

Creando vini moderni dal gusto raffinato ed attuale, prodotti soprattutto nelle zone costiere della regione, come la zona di Bolgheri, in provincia di Livorno. Questi vini vengono chiamati super Tuscan e hanno rivoluzionato gli antichi metodi tradizionali di produzione del vino. Diventando un modello di innovazione vinicola in Italia.

Tra i più famosi super Tuscan, il Bolgheri, Sassicaia, Ornellaia e il Tignanello Antinori. Un altro vino toscano molto famoso e particolare è il Vin Santo, chiamato così perché usato dai preti durante la celebrazione della messa cattolica. È un vino dolce da dessert. Ottenuto da uve Trebbiano e Malvasia o Sangiovese.

Uve che vengono fatte appassire, ovvero parzialmente asciugare per concentrare gli zuccheri dell’uva e ottenere un succo dolce che viene fatto fermentare, e invecchiare in piccole botti di legno dette caratelli. È il tipico vino dolce che si beve insieme ai famosi biscotti alla mandorla, detti cantucci di Prato.

Ma la regione che produce più vino in Italia non è la Toscana o il Piemonte, ma il Veneto, regione del nord-est, famosissima per la produzione di famosi e diffusi vini bianchi. Basta dire un nome per farvi capire l’importanza di questa regione per la viticoltura del Prosecco. Il Prosecco è il vino più prodotto in Italia.

È il vino italiano più esportato nel mondo, superando per numero di bottiglie anche lo champagne francese. Anche il Prosecco ha un’origine antica. Già nel 1500 si stabilì la regione di produzione del Prosecco, vicino a Trieste. Poi nei secoli, la produzione di questo vino si è spostata nell’area di Conegliano e Valdobbiadene, nella provincia di Treviso in Veneto.

In origine era un vino fermo, non frizzante, ma si è evoluto in quello che tutti conosciamo oggi. Un vino frizzante, fresco, leggero, perfetto da bere in estate con cibi leggeri o per preparare il mitico cocktail Aperol Spritz. Per diventare frizzante, il prosecco si fa fermentare in autoclave. Ovvero in grandi contenitori chiusi per resistere alla pressione dell’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione del vino.

Non è un metodo particolarmente prestigioso, ma attenzione, ci sono fattorie che producono ottimo prosecco di qualità, ma anche cantine che producono prosecco di scarsa qualità, quasi in maniera industriale. Come al solito attente al prezzo. Se comprate una bottiglia da pochi euro, è molto probabile che sia un vino scadente, acquistato solo per la celebrità del nome.

Ma nel Veneto si producono tanti altri vini, meno famosi ma di alta qualità. Tra i vini bianchi c’è il Soave, prodotto da Viti Trebbiano nella provincia di Verona, molto profumato e aromatico. O sempre nella provincia di Verona, il Lugana.

Tra i rossi, molto famoso è il Bardolino dal gusto leggero e vivace, ma soprattutto c’è l’amarone della Valpolicella, un vino rosso importante prodotto nella Valpolicella, in provincia di Verona, con uve appassite, ovvero leggermente asciugate prima della spremitura per ottenere un mosto più concentrato e saporito ed un vino dal gusto più intenso e ricco, assolutamente da provare.

Per rimanere nel Nord Italia, mi voglio spostare in una regione limitrofa al Veneto, ovvero nel Trentino-Alto Adige, che è la patria dei migliori vini bianchi italiani, ma soprattutto dei migliori spumanti. Quando si parla di vini spumanti si intendono vini frizzanti, che sono molti in Italia.

Come abbiamo detto, anche il prosecco, un vino frizzante, anche lo spumante Asti o il Brachetto. Ma il Trentino è famoso per i vini spumanti prodotti con lo stesso metodo produttivo degli champagne francesi. Tecnica chiamata metodo classico o metodo champenoise. Ovvero vini rifermentati in bottiglia.

Di questo metodo abbiamo già notizie dal diciassettesimo secolo, cioè da quando la tecnica ha permesso di produrre bottiglie che mantenessero al loro interno la pressione di almeno 3,5 bar, che è la pressione dell’anidride carbonica che si forma per la fermentazione e la gassificazione del vino. Si dice che il primo vero spumante italiano sia nato nel 1865. Mentre oggi è proprio la provincia di Trento che ha le cantine più famose per la produzione di spumanti, come le famose Cantine Ferrari.

Anche se nel mondo il vino dello Champagne francese è più famoso dello spumante italiano, entrambi hanno le stesse caratteristiche di aromi e profumi intensi, e spesso anche lo stesso prezzo, perché sono vini di qualità superiore. Prodotti con la stessa tecnica tradizionale. Altri vini spumanti famosi e di qualità, li troviamo in un’altra area del nord, cioè nella regione geografica della Franciacorta, in provincia di Brescia, in Lombardia.

La Francia corta, come il Chianti, è una regione collinare perfetta per la produzione di vini di diversa natura, rossi o bianchi. E soprattutto di vini spumanti di alta qualità. Una regione in grande sviluppo enologico in questi anni. Finiamo il nostro viaggio nei vini del Nord Italia andando in Emilia-Romagna.

Una regione non così prestigiosa per la produzione di vino. Ma che in realtà produce uno dei più consumati vini rossi italiani, il Lambrusco. Il Lambrusco nasce nelle province di Modena e Reggio Emilia. Ed è uno dei vini più antichi della storia italiana. Già gli antichi romani lo conoscevano e lo apprezzavano.

Un vino che da sempre ha trovato la sua area di elezione nelle pianure della Val Padana italiana. Per quei pochi che non lo conoscono, il Lambrusco è un vino rosso, leggermente frizzante e dolce, anche se esistono delle versioni secche. È un vino facile, piacevole da bere con piatti semplici e saporiti, come i salumi e i formaggi emiliani.

Purtroppo il Lambrusco ha la reputazione di un vino di basso livello, una specie di Coca-Cola alcolica. Ed in effetti è facile trovare dei lambruschi di bassa qualità. Ma ci sono anche degli ottimi lambruschi fatti con criterio e sapienza, che sono ottimi da bere e gustare. Tra i migliori c’è quello di Sorbara, che si produce nell’omonimo comune in provincia di Modena.

E per ora mi fermo qui. La prossima puntata la dedichiamo ai vini del resto d’Italia e della Sicilia, un altro mondo tutto da scoprire. Sono Maurizio Faggi e vi ringrazio di avermi seguito, e vi aspetto alla prossima puntata di Italia 360 gradi di Europass.

Approfondimento linguistico

Oggi il nostro approfondimento sarà concentrato sul lessico del vino. Partiamo dall’invecchiamento. Per invecchiamento si intende il tempo di maturazione del vino. Ci sono vini che migliorano il proprio gusto con il passare del tempo, ovvero invecchiando. Ecco che l’invecchiamento è un passaggio importantissimo per un vino di qualità.

Quando si parla di regioni vocate alla viticoltura, si intende un’area geografica particolarmente adatta per terreno, clima, insolazione, temperatura, alla coltivazione della vite, ovvero la pianta che produce uva. Il vitigno è invece un particolare tipo o varietà botanica di pianta di vite, come il vitigno del Lambrusco o del Sangiovese, del Trebbiano, eccetera.

La vendemmia è il momento in cui si raccoglie l’uva dalle piante, ed è il momento che si considera per indicare l’anno di produzione del vino. Quando parliamo di un vino riserva. S’intende un vino particolarmente buono per il lungo invecchiamento o perché prodotto in un anno particolarmente positivo, per le uve usate nella vinificazione del vino.


Escrito y producido por Maurizio Faggi, profesor de italiano e historia del arte.

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